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La gioia di Rossi: "Battere Lorenzo è stata davvero dura"
view post Posted on 14/6/2009, 14:54Quote
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<p align="center">Valentino: "Grandissimo duello"
La gioia di Rossi: "Lorenzo fortissimo"

"E' stato un grandissimo duello, bellissimo. Mi devo ancora riprendere da un'emozione così". Questo il commento a caldo di Valentino Rossi subito dopo il successo nel Gp di Catalogna, davanti al compagno di scuderia (Yamaha) Lorenzo. "Jorge è stato davvero fortissimo, sarà dura batterlo in futuro, ma intanto questa volta ce l'ho fatta. Questa vittoria, la numero 99 in MotoGP, entra sicuramente fra le tre più belle mia carriera".

"Da un sacco di anni sognavo un sorpasso in quel punto del circuito" racconta Valentino ai microfoni Mediaset. "Nel 2007 con Stoner ci ero riuscito, ma non era l'ultimo giro e poi Casey mi aveva passato di nuovo. Gli altri piloti devono sapere che se ci sono io dietro posso passare in qualunque momento".

E ancora: "E' stato un weekend perfetto e chi voleva la battaglia all'ultimo giro nella MotoGp è stato accontentato: non so se sia un caso, ma quando è così in mezzo ci sono sempre io". Rossi non si toglie dalla testa quel numero: "E' stato un sorpasso pulito, ma abbastanza al limite. La curva l'ho fatta benissimo ed è stato un super sorpasso. Rischi? E' normale che lì si può sbagliare perché sei al limite, ma è il nostro sport, il nostro mestiere e mi è venuto bene".

Il podio di Barcellona riflette la situazione in vetta al Mondiale: Rossi, Lorenzo e Stoner sono primi con 106 punti. "Sarà dura fino alla fine" osserva il campione di Tavullia. Sabato Lorenzo aveva ripreso Rossi durante la conferenza stampa: "Ci può stare, non ero concentrato e il galateo dice che quando un'altra persona parla bisogna stare zitti. A me capitava molte volte perché c'era sempre Biaggi che mi parlava sopra, ma forse lo faceva apposta...".</p

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DIO UNA DOMENICA INVENTO' IL CALCIO LO DIEDE ALLA JUVE & DISSE : "VAI NEL MONDO AD INSEGNARLO....."



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CITAZIONE
Cara Signora, mi tolgo il cappello
il suo nome è una stella nella curva del cielo
il suo nome rimbomba della terra alla luna.
Mi vesto a festa, lancio i coriandoli
il suo nome è un nome
che si legge anche Torino.
Il suo nome è una montagna
di tanti scudetti,
agli altri la manfrina, una lacrima, un peto.
Il suo nome è il migliore, il suo nome è il più forte.
Tu dici: sono gob. E gli altri: sono morto.
Il suo nome si allunga,
si contorce in un lamento
ma resta l'idea in tutte le genti.
Si restringe, si allunga, fa eco rotondo
che perda che vinca tra i primi del mondo.
Juventus, gridano,
o Goba o Madama,
sei forte, sei cattiva, fai girare le scatole.
Ma un'altra non c'è
e nessuno è stanco
di soffrire e cantare il tuo nero e il tuo bianco.

CITAZIONE
È sempre un'emozione quando mi chiedono di parlare della Juventus.
Perché significa non solo ripensare ai tanti successi sportivi, ma è ripercorrere un viaggio nella memoria, sul filo di tanti ricordi personali e della mia famiglia che si intrecciano da 75 anni con la storia di questa squadra di calcio.
La società bianconera ha un modo particolare di leggere la storia: una storia di cambiamenti radicali e profondi, che investono la città in cui nasce e vive la Juventus, Torino, i suoi abitanti e milioni di tifosi in Italia e nel mondo, storia di costume e di abitudini. E poi di emozioni.
Perché, la Juventus è stata, è e sarà sempre una squadra di calcio. Ed è un piacere immenso ricordare che tutto "il meglio" del calcio è passato dalla Juve, rivedere le tante partite "storiche" per rivivere, così, l'emozione di quegli attimi.

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