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CONFEDERATION CUP: Avvio vittorioso per l'Italia, vittoria per 3-1
view post Posted on 16/6/2009, 02:28Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 30/12/2009, 21:21


Avvio vittorioso per l'Italia nella Confederations Cup. A Pretoria, gli azzurri piegano gli Stati Uniti per 3-1: un successo sofferto, a dispetto della superiorità numerica di cui l'Italia ha goduto fin dal 33'. Usa in vantaggio al 41' con un rigore di Donovan, reazione azzurra nella ripresa dopo l'ingresso di Montolivo e Giuseppe Rossi. Proprio quest'ultimo sigla l'1-1 al 58'. Di De Rossi (72') e ancora di Rossi (94') i gol del successo.

LA PARTITA
L'Italia dei "vecchietti", tanto cara a Lippi, è stanca e va a letto presto. Quando si fa una cert'ora, è tempo che fuori ci stiano i giovani: quelli come Montolivo, o ancora meglio come Giuseppe Rossi. Gente che porta in campo l'energia dei 20 anni, accompagnata dal talento e dalla voglia: e finisce che la notte di Pretoria, prima di Confederations Cup, rimarrà nella piccola grande storia azzurra come quella del "nuovo" Rossi, del ragazzo che 30 anni dopo, grazie al cognome e ai gol, riaccende i "vecchietti" tifosi e spegne le velleità di qualche "vecchietto" compagno di squadra, inesorabilmente sorpassato dal nuovo che avanza. Sottolineato il fattore risultato certamente decisivo, vale a dire la superiorità numerica goduta dagli azzurri per 60 minuti a causa del "rosso" a Clarke, di questa partita con gli Stati Uniti rimane infattil'evidente salto di qualità compiuto dalla squadra nel secondo tempo grazie ai suoi elementi più freschi: non solo Rossi, non solo Montolivo (subentrati a Camoranesi e Gattuso), ma anche De Rossi è uscito alla distanza come leader assoluto (splendida la rete del 2-1) di un centrocampo nel quale anche Pirlo, grazie a una prestazione in crescendo, ha dato il suo contributo cominciando a distribuire palloni alla sua maniera. Da rivedere, invece, Gattuso, apparso ancora arrugginito dopo il lungo stop. Male, invece, molti reduci di Berlino: Zambrotta non ha mai inciso sulla fascia, così come Camoranesi. Male anche Iaquinta, sorprendente palla al piede per tutto il primo tempo, frazione in cui l'Italia è andata vicina al gol solo con Legrottaglie su azione di calcio da fermo.

L'eccezione al trend da cambio della guardia si è registrata in difesa, dove sono bastati un centravanti-armadio (Altidore) e un suggeritore dotato di qualità (Donovan) per mandare in tilt Chiellini, tra l'altro coadiuvato da un Legrottaglie a sua volta non brillante. Del toscano l'inutile, goffo fallo che ha mandato in apnea l'Italia al termine di un primo tempo da dimenticare, passato dai molli azzurri a sbattere contro i muscoli degli yankees. Una mollezza durata fino al minuto 12 della ripresa, quando i ragazzi, finalmente, hanno avuto il permesso di uscire, di divertirsi e di divertire. Appuntamento a giovedì, contro l'Egitto. Si gioca ancora alle 20.30, fa freschino, poi si fa tardi: se i vecchietti rimanessero al caldo in panchina?

 
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view post Posted on 16/6/2009, 09:21Quote


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Status: Offline: ultima azione eseguita il 31/12/2009, 16:28


Troppo forte Rossi...

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view post Posted on 16/6/2009, 09:43Quote
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~ThiS Is SparTa! ~

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Status: Utente anonimo


Si,nel primo tempo abbiamo sofferto..ma nel secondo sfruttando anche la superiorità numerica li abbiamo dominati

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DIO UNA DOMENICA INVENTO' IL CALCIO LO DIEDE ALLA JUVE & DISSE : "VAI NEL MONDO AD INSEGNARLO....."



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CITAZIONE
Cara Signora, mi tolgo il cappello
il suo nome è una stella nella curva del cielo
il suo nome rimbomba della terra alla luna.
Mi vesto a festa, lancio i coriandoli
il suo nome è un nome
che si legge anche Torino.
Il suo nome è una montagna
di tanti scudetti,
agli altri la manfrina, una lacrima, un peto.
Il suo nome è il migliore, il suo nome è il più forte.
Tu dici: sono gob. E gli altri: sono morto.
Il suo nome si allunga,
si contorce in un lamento
ma resta l'idea in tutte le genti.
Si restringe, si allunga, fa eco rotondo
che perda che vinca tra i primi del mondo.
Juventus, gridano,
o Goba o Madama,
sei forte, sei cattiva, fai girare le scatole.
Ma un'altra non c'è
e nessuno è stanco
di soffrire e cantare il tuo nero e il tuo bianco.

CITAZIONE
È sempre un'emozione quando mi chiedono di parlare della Juventus.
Perché significa non solo ripensare ai tanti successi sportivi, ma è ripercorrere un viaggio nella memoria, sul filo di tanti ricordi personali e della mia famiglia che si intrecciano da 75 anni con la storia di questa squadra di calcio.
La società bianconera ha un modo particolare di leggere la storia: una storia di cambiamenti radicali e profondi, che investono la città in cui nasce e vive la Juventus, Torino, i suoi abitanti e milioni di tifosi in Italia e nel mondo, storia di costume e di abitudini. E poi di emozioni.
Perché, la Juventus è stata, è e sarà sempre una squadra di calcio. Ed è un piacere immenso ricordare che tutto "il meglio" del calcio è passato dalla Juve, rivedere le tante partite "storiche" per rivivere, così, l'emozione di quegli attimi.

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2 replies since 16/6/2009, 02:28
 
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