L'Italia saluta la Confederations Cup crollando a Pretoria contro il Brasile. Finisce 3-0, con la Nazionale verdeoro capace di chiudere il match già nel primo tempo con la doppietta di Luis Fabiano (37' e 43') e l'autorete di Dossena subito prima dell'intervallo. Azzurri a 3 punti come Egitto e Usa, ma eliminati per il criterio del numero di gol segnati, che premia gli Stati Uniti, vincitori per 3-0, a sorpresa, contro l'Egitto.
LA PARTITA
Bastava un gol. Non certo a cancellare la realtà di un primo tempo in cui il Brasile ci ha messo sotto perfino oltre il punteggio, già di per sè pesantissimo. Bastava un gol per continuare l'avventura e andare a cercare in semifinale la rivincita con la Spagna, che un anno fa ci aveva eliminato dagli Europei di Austria e Svizzera.
Il complicato regolamento della Confederations Cup ci rispedisce invece a casa, in virtù di un terzo posto nel Girone B dovuto proprio al numero di reti messe a segno, tre, contro le quattro degli Stati Uniti. Inutile aver battuto 3-1 gli Usa nello scontro diretto (valido solo come terzo criterio di selezione), vista la parità nella differenza reti complessiva e lo svantaggio alla voce gol fatti.
Non che l'Italia contro i verdeoro di Dunga abbia fatto molto per meritarsi la promozione alla fase finale del torneo sudafricano. Nel primo tempo il 4-3-3 di Lippi ha fatto acqua da tutte le parti, perforato dalla velocità di Maicon e Kakà e affondato dalla precisione di Luis Fabiano.
Impalpabile, ancora una volta, Toni. Male anche Iaquinta, fuori dopo meno di 40 minuti. Meglio gli azzurri nella ripresa, col 4-4-2, con Pepe inserito a destra (il cambio è stato con Montolivo) a dare spinta e quantità, anche se in un paio di occasioni all'esterno dell'Udinese è mancata la capacità di cogliere l'attimo. Il Brasile nella ripresa s'è limitato al minimo sindacale, traballando non poco davanti a Julio Cesar, bravo ad opporsi ad un paio di siluri di Giuseppe Rossi. Lampi utili appena a squarciare la mediocrità dell'esperienza azzurra in Sud Africa. Per vedere almeno un pochino di sole bastava un gol. Invece no. E' buio pesto, sui campioni del Mondo.